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Complice l'atmosfera pre e post natalizia , gli scandali politico-giudiziari, ma della scuola ,in questa fase , non se ne è sufficientemente parlato. Eppure gli argomenti non sono certo mancati . Non si è fatto cenno ,per esempio, alle scaramucce che hanno accompagnato l'approvazione degli schemi di regolamento per la riforma Gelmini,. Non si e' dato il giusto rilievo alla l'ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto economico biennale della scuola sottoscritto il 17 dicembre 2008 da quattro dei cinque sindacati rappresentativi ( Uil, Cisl, Snals e Gilda) tranne la Flc Cgil che ha annunciato il referendum della categoria sull'ipotesi di accordo. Non si è fatta menzione , per esempio, che a causa della riforma Gelmini, ci potrebbero essere possibili trasferimenti dei docenti anche dalle medie alle materne e che questa ricollocazione d'ufficio non verrà più concordata con i sindacati. Che i rapporti internazionali ci dicono che la scuola media è quasi tutta da rifare e che sul banco degli accusati ci sono i programmi di matematica e scienze. Che gli effetti del regolamento sulla scuola primaria per l'anno 2009/2010 prevedono più tagli di quanto annunciato in precedenza e quindi da una prima quota stimata intorno alle 16 mila cattedre si passerebbe a 30 mila cattedre che rischiano di saltare. Tra opzioni su orari e team, sarà molto più difficile assegnare sulle classi gli stessi professori di oggi. Avremo più alunni per classe e meno qualità . C'è di più . I docenti che andranno in esubero per i tagli previsti dalla Finanziaria di quest'anno avranno la precedenza assoluta sui trasferimenti e nella mobilità professionale. Le vere conseguenze di tutto ciò saranno ,come più volte annunciato, 130 mila tagli con la conseguenza che saranno licenziati i precari anche perchè il Piano Tremonti - Gelmini prevede pure il blocco del turn- over. Ma il tema paradossalmente che sembra dominare e interessare soprattutto l'opinione pubblica e più specificatamente i genitori , è il dimensionamento scolastico attuato nella regione Calabria ma in modo particolare nella provincia di Cosenza. I toni sono piuttosto accesi. Comuni che si sentono penalizzati nonostante le delibere degli stessi consigli comunali. Assessori che puntualmente smentiscono procedure bacchettandosi reciprocamente. Polemiche a non finire  tra genitori e amministratori locali per difendere posizioni che sono il frutto esclusivamente di una strategia scolastica messa in atto da questo Governo per destabilizzare sempre di più l'unico baluardo di democrazia che rimane ancora nel nostro Paese. Come Flc Cgil provinciale di Cosenza ma anche a livello di Flc Cgil Regionale, è da tempo che sosteniamo che il metodo adottato nell'affrontare un problema così spinoso non sia stato sufficientemente coerente con le ragioni che avrebbero dovuto portare gli organi preposti a trovare le soluzioni più giuste. Oggi la Calabria paga un prezzo elevatissimo. Sono 86 le autonomia scolastiche che scompaiono . Più del 12% a livello nazionale su 770 previste dallo stesso ministero Pubblica Istruzione . La provincia di Cosenza paga ,a livello regionale ,il dazio più alto: 33 autonomie scolastiche vengono cancellate e le ricadute occupazionali saranno preoccupanti soprattutto in una provincia che ha già sperimentato la mancata possibilità per circa 600 precari di ottenere un incarico annuale da parte dell' USP . La scuola rappresenta per molti laureati e non ,la principale fonte occupazionale e questo piano di dimensionamento ,inevitabilmente, avrà ripercussioni anche dal punto di vista occupazionale con DS e DSGA che perderanno, a causa del mancato mantenimento della autonomia scolastica ,la loro sede di titolarità .Quello che sta attraversando il mondo della istruzione nella nostra regione è un momento veramente molto delicato. Avremmo voluto mettere a disposizione il nostro bagaglio di conoscenze al fine di far acquisire ulteriori elementi di valutazione attraverso la costituzione di un tavolo tecnico-operativo che non fosse solo interlocutorio e quindi privo di ogni valenza metodica. Abbiamo predisposto con la Uil scuola e la Cisl scuola un piano di dimensionamento provinciale che avrebbe recuperato nella città di Cosenza e non solo altre   autonomie scolastiche. Le scelte sindacali non rispondono a mere osservazioni rigide ma ricalcano un concetto che è insito nelle ragioni stesse del sindacato . Nei giorni addietro ,purtroppo, ci siamo limitati ad assistere alla consegna delle delibere già predisposte dai singoli consigli comunali . Riteniamo che questa esigenza di razionalizzare a tutti i costi e in modo forse anche approssimativo, non sia stata adeguatamente supportata da un reale confronto che tenesse in considerazione, in prima istanza ,.le reali esigenze degli studenti., le infrastrutture non solo scolastiche ma anche viarie e che tenesse in debito conto, persino gli aspetti orografici del territorio ma anche il numero complessivo della popolazione scolastica. Riteniamo, pertanto, che i risultati ottenuti con un metodo che non ha tenuto conto di questi parametri e criteri oggettivi abbia fatto si che il nostro territorio abbia dovuto pagare, in termini di perdite di autonomie scolastiche, un prezzo troppo mortificante. Per questo siamo fortemente preoccupati in quanto, il piano del dimensionamento scolastico avrebbe dovuto rappresentare, invece, un momento qualificante per poter gettare le basi per un vero progetto scolastico -educativo non solo provinciale ,ma soprattutto regionale, alla luce anche , e soprattutto ,di un federalismo scolastico che dovrà dare le giuste risposte alle continue sollecitazioni a cui la scuola è chiamata sia in termini di crescita culturale che di educazione alla legalità .Non vorrei che la politica avesse voluto ridurre gli spazi del confronto quasi di proposito tenendo a debita distanza chi, laddove ci è stata data quella minima possibilità di intervenire, ha manifestato disappunto sul metodo e fatto emergere incongruenze eclatanti sul piano del dimensionamento. Molte delle operazioni che sono state definite ci hanno lasciati sconcertati in quanto si è trattato di un piano che ,per alcuni versi, ha cercato di salvaguardare interessi localistici, e in alcuni casi la miopia del pressappochismo ha fatto il resto. Non so se dobbiamo tirare definitivamente le somme su quanto è stato ormai già predisposto in questo piano. In questa fase  abbiamo apprezzato la volontà  e la disponibilità dell'assessore provinciale Stefania Covello, promotrice di più incontri con le OO.SS. per trovare le soluzioni migliori che andassero anche nella direzione di un recupero maggiore di autonomie scolastiche .Gli sforzi profusi da parte dell'assessore , quasi certamente non avrà conseguenze positive. Peccato.  Ritengo ,tuttavia, che via siano ancora margini per operare i giusti correttivi , di intervenire per adeguare il sistema scolastico calabrese agli standard formativi necessari per uno sviluppo sociale e culturale che sia al passo con i tempi. Come Flc Cgil di Cosenza auspichiamo che la ricerca del confronto da parte delle istituzioni ,  se ci sarà, ,debba andare nella direzione di riorganizzare il sistema scolastico provinciale attraverso la ricognizione e il monitoraggio di criteri recanti disposizioni di oggettività e di coerenza . Inoltre , la Flc Cgil ritiene che, al fine di promuovere un effettivo rilancio del sistema scolastico, sia necessario avviare, implementare e potenziare un piano scolastico organico compatibile con le esigenze della collettività. Solo così si potrà uscire dalle sacche dell'isolazionismo culturale ,sociale ed economico .

 

Pino ASSALONE

Segretario Generale Provinciale

FLC-CGIL COSENZA

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Ultimo aggiornamento: 27-08-10