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Massiccia partecipazione di studenti e insegnanti alla manifestazione indetta dalla Cgil Bandiere rosse per i diritti Contestata la riforma scolastica. Rossi: «La protesta non si ferma qui»
PIÙ di duemila partecipanti hanno invaso il centro cittadino. La giornata di protesta “Diritti in piazza”, indetta dalla Cgil in tutte le più importanti piazze italiane, a Cosenza ha avuto un riscontro positivo. Erano presenti soprattutto studenti, ma anche insegnanti e dipendenti pubblici. Insieme al sindacato anche associazioni e partiti politici. Obbiettivo della manifestazione quello di sensibilizzare l'opinione pubblica sui tagli previsti dal Governo in merito all’istruzione, sotto accusa infatti la riforma scolastica messa a punto dal ministro Gelmini. Gli effetti della legge in Calabria non sono confortanti: sono ben millecinquecento le cattedre a rischio in tutta la regione, nella sola provincia di Cosenza se ne contano seicento. Al centro della polemica portata in piazza, però, ci sono stati anche i provvedimenti del Governo che hanno riguardato i dipendenti delle amministrazioni pubbliche. Il dato più importante è sicuramente il taglio degli stipendi. Per il segretario Cgil Cosenza Pietro Rossi: «Di certo la protesta non si fermerà qui, anzi cercheremo di coinvolgere anche le altre forze sindacali. servizio a pag. 19La protesta contro le decisioni del governo Berlusconi e i tagli alla scuola La Cgil porta i diritti in piazza Studenti, insegnanti e dipendenti pubblici ieri in strada di VALERIO PANETTIERI LA giornata di protesta “Diritti in piazza”, indetta dalla Cgil in tutte le più importanti piazze italiane, a Cosenza ha avuto un riscontro positivo. Più di duemila partecipanti hanno invaso il centro cittadino. Presenti soprattutto studenti, ma anche insegnanti e dipendenti pubblici. Insieme al sindacato anche associazioni e partiti politici. Adesione da parte di molti sindaci dei comuni della provincia e del presidente della Provincia Mario Oliverio. In piazza presenti rappresentanti dei comuni di Cosenza, Acri, Spezzano Piccolo, Serra Pedace, Casole Bruzio, Trenta, San Giovanni in Fiore, Longobucco, Rende, Rogliano, Piane Crati e Carpanzano. Un corteo che ha percorso il breve tratto da piazza XI settembre apiazza Kennedy. Obbiettivo della manifestazione quello di sensibilizzare l'opinione pubblica sui tagli previsti dal Governo in merito all’istru - zione, sotto accusa infatti la riforma scolastica messa a punto dal ministro Gelmini. Gli effetti della legge in Calabria non sono confortanti: sono ben millecinquecento le cattedre a rischio in tutta la regione, nella sola provincia di Cosenza se ne contano seicento. Ma oltre il taglio dei posti di lavoro, desta preoccupazione anche la riduzione dei finanziamenti alle strutture scolastiche e all'università. Il decreto infatti prevede nelle scuole elementari una riduzione delle lezioni a 24 ore settimanali e la reintroduzione del maestro unico. Non solo, anche l'università è al centro della discussione a partire dall'aumento delle tasse per compensare la mancanza di finanziamenti. Ma la critica più sentita è sicuramente quella rivolta alla privatizzazione delle università, che secondo le intenzioni del Governo potranno essere trasformate in fondazioni private. Per il segretario Cgil Cosenza Pietro Rossi: «La manifestazione ha dimostrato di essere significativa vista la grande partecipazione, la risposta della città è stata molto positiva. Di certo la protesta non si fermerà qui, anzi cercheremo di coinvolgere anche le altre forze sindacali. In questo momento gravissimo per l'istruzione pubblica è necessario continuare a garantire i diritti dei lavoratori. È impensabile che un governo risparmi proprio sull'istruzione, questa riforma sembra un passo indietro per tutto il paese, il taglio dei finanziamenti ordinari a scuola I cori tutti per la Gelmini LA manifestazione della Cgil ha visto come protagonisti assoluti gli studenti medi cosentini. Tante le scuole presenti, dal liceo scientifico Scorza al classico Telesio. Immancabili gli striscioni e i cori contro il ministro Gelmini e il governo Berlusconi lanciati dai megafoni sparsi nella piazza. Onnipresente la musica, che ha accompagnato il sit-in, scuotendo gli animi dei ragazzi. Una folla colorata e festante, ma al tempo stesso consapevole dei caratteri della protesta. I cartelli esposti sono eloquenti, accusano duramente l'operato del ministro dell'istruzione. Luca, uno studente dello Scorza, con immancabile kefiah al collo, non lascia dubbi su come la pensa: «Studiare significa soprattutto esercitare un diritto, è assolutamente sbagliato penalizzare la nostra educazione, come non si può pensare di diminuire le ore di studio in classe. Per questo è necessario allargare la protesta il più possibile, magari con un corteo che coinvolga assieme tutte le scuole della provincia». |
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